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Sugher*

Sughera e sughero: che differenza c’è?

La sughera è una varietà di quercia, un albero sempreverde della famiglia delle Fagaceae, il sughero è la corteccia della pianta da cui si ottiene un materiale prezioso.

foglie

La sughera

La Sughera (Quercus Suber L.) è una quercia sempreverde riconoscibile grazie alla sua corteccia particolarmente fessurata e spessa da cui si estrae il sughero. Ha una statura media, un fusto contorto e le foglie coriacee e persistenti di un verde scuro intenso e lucido. La sughera è una specie mediterranea centro-occidentale, è legata ad ambienti caldi e suoli tendenzialmente acidi.

Si trova spontaneamente solo nel bacino nel Mediterraneo con circa 2,2 milioni di ettari di foreste da sughero (possiamo scegliere di togliere il grassetto) di cui circa 225.000 si trovano in Italia, per il 90%, nelle regioni della Sardegna e per la restante parte in Sicilia e lungo la costa tirrenica.

All’interno delle sugherete sono numerosi i servizi eco-sistemici: le piante risultano fondamentali nella protezione del suolo dall’erosione, nella protezione del territorio dalle esondazioni fluviali, nel garantire il mantenimento di un’elevata biodiversità offrendo rifugio ad una fauna selvatica di pregio con specie in via di estinzione come ad esempio la lince iberica i rarissimi ghiro e astore sardo; ospitano specie erbacee nemorali spesso di interesse conservazionistico, officinale o ornamentale; consentono inoltre al pascolo e al sottobosco di crescere in maniera rigogliosa grazie alla particolare conformazione a chiazze della sua chioma che non impedisce, al contrario della maggior parte degli alberi d’alto fusto, il passaggio della luce tanta quanta ne serve alle altre specie della macchia mediterranea per crescere agevolmente.

Si tratta inoltre di paesaggi ad elevata resilienza, agro-ecosistemi in grado di fronteggiare diversi disturbi di natura biotica ed abiotica (significative, ad esempio, le proprietà ignifughe della quercia da sughero)

Gli ultimi sviluppi dello scenario climatico del pianeta rendono chiare quali debbano essere le misure per mitigare l’inquinamento atmosferico ad esempio riducendo la presenza di carbonio. La sughereta qui evidenzia appieno la propria multifunzionalità in quanto la sua attività economica non prevede l’espianto degli alberi, come avviene per i prodotti legnosi, ma soltanto la rimozione della corteccia (decortica) che non reca nessun danno alla pianta rendendola un grande serbatoio per l’immagazzinamento del carbonio organico. La CO2 viene accumulata nel legno per cui la decortica non interrompe questo ciclo di stoccaggio.

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Il sughero

Il sughero non è altro che un tessuto vegetale con funzione di difesa. Esso protegge la sughera dal caldo, dal freddo, dall’umidità e dagli attacchi patogeni. È considerato per questo motivo un materiale inalterabile adatto al ruolo di protezione dall’ossidazione del vino. Il principale paese produttore di sughero è il Portogallo, che produce da solo il 52% del totale con oltre 150 mila tonnellate; primato che in Italia spetta alla Sardegna.

La prima decortica di una giovane quercia, la demaschiatura, si effettua quando la pianta ha circa 25-30 anni e una circonferenza non inferiore ai 60 cm, e se ne ottiene un sughero da macina detto sugherone o maschio. Le successive estrazioni avvengono a intervalli di almeno dieci anni, come previsto dalle normative, ma anche 12-13 se il sughero non ha raggiunto un calibro accettabile, e il prodotto ottenuto è detto sughero gentile e viene utilizzato, se di buona qualità, per la fabbricazione dei tappi.

Gli esperti artigiani del sughero sono gli scorzini o li bucadori che celebrano il rito della decortica, l’estrazione della corteccia della quercia. Con un’ascia e incisioni precise l’albero viene “spogliato” della corteccia esterna, senza intaccarne il fellogeno ovvero i tessuti sottostanti e recare alcun danno.

La decortica, in genere consentita nel periodo 15 maggio – 31 agosto, viene fatta quando la pianta è in succhio.

Tutto questo è possibile perché la sughera è l’unica pianta che ha la capacità di rigenerare la propria corteccia dopo la raccolta permettendo al sughero di comportarsi come una vera e propria risorsa rinnovabile e rispettosa dell’ambiente. Un materiale ecologico d’eccellenza, rinomato e riconosciuto per la sua straordinaria leggerezza, la sua elasticità, traspirabilità, la sua capacità di essere impermeabile, immarcescibile, e dunque antimuffa, ignifugo ed estremamente duraturo.

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